
MAREA
C’è una donna seduta sulla prua di un barchino blu, i capelli bagnati, gli abiti fradici. Lo sguardo triste di Carla si perde verso l’orizzonte. Il suo corpo trema, investito dal vento.
Siamo in una piccola città balneare, una verde penisola tra Venezia e Trieste. Da una parte il mare aperto, dall’altra la laguna.
L’estate sta ormai volgendo al termine.
Il vento sta cambiando, e così anche le correnti: l’acqua salmastra della laguna si fa strada, costringendo il mare a ritirarsi più al largo.
Dopo anni di distanza e silenzi irrisolti, Carla, una donna che vive sola con la figlia dodicenne sulle coste di Lignano, si ritrova costretta a confrontarsi con il ritorno della madre, Silvia.
Tra lagune deserte, barche arenate e vecchi rancori mai davvero sopiti, l’arrivo della nonna riapre lentamente ferite familiari legate al passato di Carla e alla nascita di Beatrice. Ma mentre la bambina cerca disperatamente un legame capace di tenere unita la famiglia, Carla dovrà affrontare la paura di riaprire ciò che per anni ha cercato di lasciare sommerso.
Tre generazioni, tre donne a confronto con le proprie verità. Sono tutte un po’ madri e tutte un po’ figlie.
A volte, il posto che chiamiamo “casa” è anche quello in cui abbiamo più paura di tornare.













