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MAREA

C’è una donna seduta alla prua del barchino blu, i capelli bagnati, gli abiti fradici. Lo sguardo triste di Carla è perso a guardare il mare, verso l’orizzonte, il suo corpo trema, investito dal vento.

Una lacrima sfiora il pelo dell'acqua.

 

Siamo in una piccola città balneare, una verde penisola tra Venezia e Trieste. Da una parte il mare aperto, dall’altra parte la laguna.

L’estate sta ormai volgendo a termine.

Il vento sta cambiando, le correnti pure: l’acqua salmastra della laguna si fa strada costringendo il mare a ritirarsi più a largo.

 

Beatrice, dodici anni, segue con gli occhi il sole che sparisce sotto il pelo dell’acqua, si lascia andare ad un forte sospiro. E’ ora di tornare a casa e preparare la cena, da sola.

 

Ormai e´ notte. “Carla…”. Silvia, sessant’anni, sta in piedi davanti al portone. Si può dire di no all’invito a cena di una madre che non vedi da anni? La tentazione è grande. Ma vuole conoscere la nipote.

 

Vecchie ferite tornano a galla.  Tre generazioni, tre donne a confronto con le proprie verità. Sono tutte un po’ madri e tutte un po’ figlie.

Dov’è casa mia? Cosa è “casa”?

 

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