
le ossa taglienti bucheranno l'acqua
Milano è ferma, sospesa nella nebbia. Una notte che non vuole finire.
Frida aspetta la risposta di Lui che non arriva, con il sapore del sangue e del vino sulle labbra, e la sensazione che qualcosa — dentro o fuori — si sia già spezzato.
Quella notte vorrebbe vedere le stelle, è il suo compleanno: trenta.
Lascia la città, lascia il film che stanno scrivendo. Con lui. Lascia Lui.
Ma il mare di Bogliasco non lava e non dimentica, non consola: forse restituisce.
Nella casa d’infanzia, Frida non trova rifugio: la sua stanza è occupata, la madre la tiene ai margini, e ci sono segreti che pesano come macigni.
Costretta a badare a una bambina che osserva tutto e non dimentica niente, mentre Lui si allontana e il loro film si sgretola, Frida resta sospesa tra ciò che è stato e ciò che non riesce più a controllare.
L’incontro con Stefano — improvviso, insistente — la trascina in un equilibrio sempre più fragile, dove bisogno e pericolo iniziano a confondersi.
Come acqua che inghiotte senza fare rumore.
E quando il fondo arriva, non è chiaro se sia una fine.
O forse solo un modo per ricordarsi di respirare.










